QUANDO LE MAESTRE E I BAMBINI SCONFIGGONO I DRAGHI

 

A guardarsi indietro, questi quattro mesi di restrizioni sembrano una eternità. Ora i decessi per la pandemia stanno diminuendo sensibilmente e, seppur dovendo continuare a mantenere tutte le indicazioni per contenere il contagio, si prova lentamente a tornare alla normalità. Una delle fasce più colpite e probabilmente la più silente è quella dei minori, c ostretti dentro casa, privati in gran parte delle relazioni e delle attività educative e ludiche.

La didattica a distanza non ha funzionato per tutti e certamente per tutti non ha sopperito alla totale assenza di relazioni sociali. La storia di oggi è quella della maestra Francesca Sivieri che, appena è stato possibile, si è armata di una pila di libri e ha dato appuntamento a tutti i suoi bambini della scuola materna ai giardini di Prato, la sua città. Voleva raccontare loro tutte le favole che non hanno potuto ascoltare in questi mesi, provare a recuperare parte del tempo perduto.

Rispettando tutte le nuove disposizioni di legge. Ma l'iniziativa non ha trovato il gradimento del sindacato che per conto di Claudio Giunta, segretario della Cisl della sezione scuola di Firenze e Prato, ha attaccato la solerte maestra, accusandola di voler far passare i colleghi per fannulloni e di non rispettare le indicazioni anti contagio. A venire in soccorso alla maestra sono stati proprio i genitori dei bambini, in 108 infatti hanno firmato una lettera di sostegno all'insegnante.

Forte di questo supporto la maestra Francesca ha proseguito il suo impegno e intensificato gli incontri ai giardini, seguita prontamente da molti suoi colleghi che hanno preso il suo esempio. "Prati nelle storie", così si chiama l'iniziativa, continua.

Le parole si alzano sull'erba, volano fino alle orecchie e alla mente dei bambini che possono riprendere ad immaginare storie, elaborare emozioni, imparare a gestire relazioni. Perché come insegna Gilbert Keith Chesterton "Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi."

Le favole, così come i giochi, non sono solo storie, sono vettori per insegnare la vita ai bambini. Oggi a Prato gli insegnanti che leggono ai loro piccoli studenti nei giardini della città hanno sconfitto il drago della burocrazia e quello dell'ottusità.

E hanno vinto.

 

Leonilde Gambetti 

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