Revenge Porn. QUANDO L'UOMO MOSTRA E QUINDI DIMOSTRA.

Di Marica Corvi

25 Novembre 2020

"Figlio mio, diventerai uomo e piano piano la società ti farà credere che uomo è anche mostrare e dimostrare.

Non dar retta a loro, trattale bene le donne perché non solo danno la vita, ma anche perché sono e saranno la fonte di tanti tuoi piaceri. Intellettuali, emozionali e fisici.

Non ci sarà nulla di più bello per Te figlio mio, che avere la piena fiducia di una donna. E' in quel momento che sarai uomo. Sarai uomo quando una donna si fiderà di Te completamente, abbandonandosi a quello che sarà il vostro rispettivo volere.

Figlio mio, ancora non so com'è il tuo viso, ascolta la donna che ti darà la vita: non farlo mai, non tradire la cosa bella di aver ricevuto il pieno abbandono di una donna.

La Tua Mamma Marica."

Una pratica vecchia come il mondo, disgustosa come poche. L'uomo vero è quello che mostra per dimostrare? Quello forte è quello che racconta i dettagli intimi della propria partner circa i loro incontri?

Con il termine Revenge Porn si intende la divulgazione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito SENZA IL CONSENSO della persona raffigurata con l’intenzione di creare alla vittima un disagio. Con la volontà quindi di distruggere l'immagine del soggetto colpito, la sua dignità, la sua vita privata e pubblica, screditandola agli occhi dell'intera società. SENZA IL CONSENSO.

E' da poco tempo che abbiamo dato un nome a uno dei comportamenti più ignobili della società, creati, diffusi e amplificati grazie alla virilità dei social network o a piattaforme come Whatsapp e Telegram.

In Italia questa pratica è venuta alla ribalta nel 2016, quando una donna, di cui non scrivo il nome perché tanto si è battuta per il suo diritto all'oblio, SI TOLSE LA VITA dopo la diffusione virale di un video che la ritraeva nella sua sfera privata, con l'uomo che la chiamava AMORE.

E' un comportamento che ha come vittime perlopiù le donne perché in una società patriarcale e maschilista diffondere immagini e video di uomini che fanno sesso non porta loro discredito, anzi, spesso è motivo di vanto. Dimostra che sono virili, uomini veri, ne accresce addirittura il prestigio personale. Ma se il soggetto è una donna, questa è marchiata a vita. E' distrutta, annientata. A volte l'umiliazione causata dalla spregevole macchina del fango è talmente grande da condurre la vittima al SUICIDIO.

E non sono solo gli uomini a praticare questo comportamento, ma spesso è perpetrato anche da parte delle donne, che si uniscono al branco dei diffamatori. Quelle donne che dovrebbero difendere la loro sorella. Quelle stesse donne che gridano allo scandalo per le violenze ed i soprusi. Le stesse che hanno sul loro profilo social le scarpe rosse o piuttosto un baffo rosso sul loro viso.

Il fenomeno non si limita al rapporto tra due persone, perché spesso vengono presi dai profili social foto e video di donne, nella loro normale quotidianità, e diffusi nelle chat di Telgram. Immagini di donne qualunque, che non sono obbligatoriamente sexy, ammiccanti o svestite, e che diventano bersaglio per tutta la comunità di riferimento e anche oltre.

Non si tratta di pornografia, perché la pornografia di norma è consensuale, così come parlare di "vendetta", come suggerisce il termine inglese, è riduttivo e inadeguato. Si tratta in realtà di un vero e proprio esercizio di potere sulla libertà delle persone. È un reato abietto e una pratica disgustosa. La storia della maestra della scuola materna di Torino, licenziata a causa di un video fatto circolare dal suo ex compagno mi lascia senza parole.

ECCO GLI ATTORI DI QUESTO FILM D'ORRORE CHE POTREMMO INTITOLARE: Lo scemo, la frustrata, la compagnia delle personcine a modo, la preside senza ritegno e cervello.

 

LO SCEMO: L'ex fidanzato calciatore che ha divulgato per primo il video privato

LA FRUSTRATA: La moglie gelosona che divulga sulla chat della scuola lo stesso video.

LA COMPAGNIA DELLE PERSONCINE A MODO: Tutti scandalizzati perché la giovane maestra fa le "cosacce" (chissà loro come li hanno fatti i figli mi chiedo)

LA PRESIDE SENZA RITEGNO E CERVELLO: La dirigente scolastica che per salvaguardare il buon nome della scuola, consiglia vivamente alla maestra di rassegnare le proprie dimissioni. Per IL BUON NOME. Che poi, chissà tutti quei bambini come sono nati?

 

Sentite come suona tutto diverso se anche solo uno di questi mega attori, avesse ricoperto un ruolo diverso. 

LO SCEMO: L'ex fidanzato calciatore che ha divulgato per primo il video privato

LA MOGLIE: "Adesso avverto la maestra e poi una denuncia non ve la leva nessuno! Branco di mezzi uomini." FINE DELLA STORIA

 

Oppure__________ LO SCEMO: L'ex fidanzato calciatore che ha divulgato per primo il video privato

LA FRUSTRATA: La moglie gelosona che divulga sulla chat della scuola lo stesso video

LA COMPAGNIA DELLE PERSONCINE A MODO: Tutti scandalizzati perché il giovane calciatore ha divulgato un video privato senza consenso. Andiamo alla partita di calcio dell'ex fidanzato e con dei bei striscioni gridiamo tutti in coro: SCEMOOO, SCEMOOOO.... FINE DELLA STORIA

 

Oppure_________ LO SCEMO: L'ex fidanzato calciatore che ha divulgato per primo il video privato

LA FRUSTRATA: La moglie gelosona che divulga sulla chat della scuola lo stesso video.

LA COMPAGNIA DELLE PERSONCINE A MODO: Tutti scandalizzati perché la giovane maestra fa le "cosacce" (chissà loro come li hanno fatti i figli mi chiedo)

LA PRESIDE ED IL BUON NOME: La dirigente scolastica che per salvaguardare il BUON NOME DELLA MAESTRA, consiglia vivamente al colpevole del reato di espatriare oltre confine. OVVIAMENTE DOPO ESSERSI COSTITUITA COME PARTE OFFESA ANCH'ESSA.

 

Dobbiamo intervenire. Non solo con le leggi, ma spezzando il giro della diffamazione se ne cadiamo in mezzo.

Rompendo la catena degli "inoltra" se ne finiamo in mezzo. Con il Codice Rosso, approvato nel 2019, si è introdotto il reato di “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate”, punito con la reclusione da uno a sei anni. Ma i passi fatti sono ancora del tutto insufficienti evidentemente.

Dobbiamo lavorare sull'informazione e prevenzione nelle scuole e nelle famiglie. Pretendere leggi più efficaci e tempestive che tutelino realmente le vittime di questi mezzi uomini e mezze donne.

E poi, dobbiamo NOI SPEZZARE IL GIRO DELLA DIFFAMAZIONE.

Se non siamo disposti a rompere il giro degli "inoltra", a fermare la risatina ed il commento, evitiamo di pubblicare post banali in questa "Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Perché per eliminare la violenza contro le donne, non servono post del tipo "L'Amore non fa male", ma piuttosto serve essere conseguenti.

 

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